Bessie Smith: AnyWoman’s Blues [parte prima]

17 04 2008

Chattanooga, 1894, 138 miglia a sud-est di Nashville…

La città era cresciuta con l’arrivo della ferrovia nella metà del XIX secolo. Nel 1900 Chattanooga contava ormai 3.000 abitanti, piu’ della metà erano afro-americani.

Il tasso di disoccupazione era alto. Le opportunità di lavoro per i neri erano scarse. In realta’ le strade possibili erano solo due: diventare un domestico, un bracciante sfruttato e sottopagato, oppure unirsi ad una compagnia teatrale di giro.

Bessie Smith aveva diciassette anni quando si unì al Moses Stokes Travelling Show nel 1912, un minstrel show. Le origini del minstrel sono inestricabilmente legate al razzismo. Intorno alla metà del XIX secolo infatti, artisti bianchi cominciarono ad esibirsi col volto dipinto di nero, imitando e parodiando i neri. Ben presto il minstrel divenne la forma d’intrattenimento più popolare del tempo…

Quando si esibiva dal vivo, Bessie era un’artista molto versatile e dai molti talenti. Danzava molto bene. Le piaceva recitare, indossare costumi ed esibirsi in spettacoli di rivista. Fra il 1918 e il 1919 si esibì al 91 Theatre di Atlanta. Dal 1920 al 1923 lavorò all’Horan’s Madhouse Club di Filadelfia. Nel 1923 apparve accanto a Sidney Bechet nella commedia musicale “How Come”. Viaggiò con molte compagnie e lavorò tanto che aveva una folta schiera di ammiratori già prima di incidere il primo disco.

Bessie Smith si sposò due volte. Il matrimonio con il suo primo marito durò solo un anno, poi lui morì. Nel 1922 Bessie conobbe Jack Gee e nel 1923 lo sposò (a celebrare il matrimonio fu il reverendo Tindley, prolifico compositore di gospel tra cui “We shall overcome”) mentre “Downhearted Blues” usciva nei negozi. Il disco vendette ben 780.000 copie.

…to be continued





“Alabama Blues” di J.B. Lenoir

10 04 2008
“I never will go back to Alabama, that is not the place for me (2x)
You know they killed my sister and my brother,
And the whole world let them peoples go down there free…”
J.B. Lenoir nasce nel 1929 nel Mississippi e viene presto introdotto dal padre, anch’egli chitarrista, al blues e in particolare alla musica di Blind Lemon Jefferson.
Dopo aver lavorato con musicisti del calibro di Elmore James e Sonny Boy Williamson a New Orleans, nel 1949 J.B. si sposta a Chicago dove, con l’aiuto di Big Bill Broonzy, riesce ad inserirsi all’interno della comunita’ e dei clubs del blues.
Nel 1950 J.B. Lenoir inizia anche ad incidere per varie etichette, tra cui la Chess che lo scrittura come “J. B. and his Bayou Boys” e pubblica “Korea Blues”, brano che mette in evidenza l’inclinazione di J.B. a trattare nelle sue liriche argomentazioni sociali e politiche in maniera esplicita.
Un altro grande successo di quegli anni e’ “Mamma Talk To Your Daughter” (1954), e’ il periodo in cui J.B. si esibisce con vistose giacche zebrate,  influenzando molti musicisti grazie al suo sound percussivo e alla sua voce acuta e tesa.
Dall’inizio degli anni ‘60 cresce l’interesse del musicista per le percussioni africane e la Vee Jay Records pubblica la sua musica come “J. B. Lenoir and his African Hunch Rhythm”.
Dopo un periodo difficile durante il quale deve abbandonare la musica per sostenersi con lavori diversi, J.B. viene riscoperto e invitato a registrare ancora da Willie Dixon; risale, tra le altre, al 1965 la bellissima incisione di “Alabama Blues”.




Rollin’ and Tumblin’ (breve storia..di una fuga)

8 04 2008

Rollin’ and Tumblin’ e’ un brano del blues suonato, interpretato e modificato cosi’ tante volte e da tanti musicisti da essere considerato un traditional.

La prima versione mai registrata portava il titolo Minglewood blues dei Gus Cannon’s Jug Stompers (Victor,1928). Hambone Willie Newbern la incise come Roll and Tumble Blues nel1929 e finalmente, nel 1936 Robert Johnson come If I Had Possession Over Judgment Day.

Nei primi anni ‘40 fu la volta di John Lee Hooker che la intitolo’ Rollin’ Blues, ma esattamente nel 1950 Muddy Waters incise Rolling and Tumbling in quella versione che sara’ una delle piu’ amate e, forse, la piu’ conosciuta tra tutte.

A seguire, negli anni ‘60, la suonarono i Canned Heat, Johnny Winter, Bob Dylan, i Cream, Jeff Beck e molti altri;i versi della canzone, ogni volta rimaneggiati e adattati dai diversi musicisti, vengono classificati tra le prison-themed lyrics e raccontano la storia di una fuga…

Well, I rolled and I tumbled,
Cried the whole night long.
Well, I rolled and I tumbled,
Cried the whole night long.
Well, I woke up this mornin,
Didn’t know right from wrong.

Well, I told my baby,
Before I left that town.
Well, I told my baby,
Before I left that town.
Well, don’t you let nobody,
Tear my barrelhouse down.

Well, ahh, mmm-hmmm,
Owww, oww ooo, aww, oww, oh.
Aaa, mmm-hmmm, oww, oh oh oh
Owww, oww ooo, aww, oww, oh.

Well, if the river was whiskey,
And I was a divin duck.
Well, if the river was whiskey,
And I was a divin duck.
Well, I would dive to the bottom,
Never would I come up.

Well, I could a had a religion,
This bad old thing instead.
Well, I could a had a religion,
This bad old thing instead.
Well, all whiskey and women,
Would not let me pray.

Muddy Waters

1950





I’ve got the blues

7 04 2008

Il blu è il colore della sofferenza: in lingua greca il blu è cyanos, da cui cianotico, in latino è coeruleus, cioè “pallido”.
Anche nell’inglese contemporaneo being blue significa “essere triste”.
“Avere i blues” è una condizione malinconica, che si può affiancare al portoghese saudade.

Il blues è parola che ha caratterizzato e caratterizza lo
status e la cultura delle popolazioni nere americane. Il significato
dell’aggettivo inglese blue, è connesso all’associazione tra il colore
blu e un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica
afro-americana, così com’essa era percepita dall’orecchio di uditori
europei abituato alla dicotomia maggiore-minore.

Probabilmente la parola “blues” è stata utilizzata per la prima volta con la frase having a fit of the blue devils (EN) (“avere un attacco di diavoli blu”) col significato di essere triste e depresso, come si trova nella farsa di George Colman “Blue devils, a farce in one act” (1798).
In seguito, nel
nel XIX secolo la stessa frase fu usata gergalmente per indicare tanto il delirium tremens quanto la polizia.

La prima occorrenza documentata di questo vocabolo in ambito musicale risale al 1912 quando a Memphis Tennessee, W.C. Handy pubblicó “Memphis Blues” (ma si suppone che l’uso sia più antico). Nei testi delle canzoni, la frase si riferisce generalmente a uno stato d’animo melanconico.

Blues

da Wikipedia, l’enciclopedia libera





Muddy Waters

4 04 2008

Muddy Waters

Muddy Waters (Rolling Fork, Mississippi, 4 aprile 1913Chicago, Illinois, 30 aprile, 1983) è uno tra i più noti cantanti blues della storia.

Nato da una famiglia povera, il suo vero nome era McKinley Morganfield. Il nome d’arte deriva dal soprannome che gli affibbiò la nonna: muddy waters significa “acque fangose”, e cioè le acque del Mississippi in cui McKinley da piccolo sguazzava.

Il suo stile ha influenzato notevolmente i Rolling Stones, i quali, tra l’altro, prendono il nome da un suo successo Rollin’ Stone Blues. Nella sua carriera ha collaborato con molti artisti, uno dei quali fu Johnny Winter, grande bluesman texano che provava una profonda ammirazione per Muddy.





Ascolta la Rollin’ and Tumblin’ su MySpace

2 04 2008