I’ve got the blues

7 04 2008

Il blu è il colore della sofferenza: in lingua greca il blu è cyanos, da cui cianotico, in latino è coeruleus, cioè “pallido”.
Anche nell’inglese contemporaneo being blue significa “essere triste”.
“Avere i blues” è una condizione malinconica, che si può affiancare al portoghese saudade.

Il blues è parola che ha caratterizzato e caratterizza lo
status e la cultura delle popolazioni nere americane. Il significato
dell’aggettivo inglese blue, è connesso all’associazione tra il colore
blu e un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica
afro-americana, così com’essa era percepita dall’orecchio di uditori
europei abituato alla dicotomia maggiore-minore.

Probabilmente la parola “blues” è stata utilizzata per la prima volta con la frase having a fit of the blue devils (EN) (“avere un attacco di diavoli blu”) col significato di essere triste e depresso, come si trova nella farsa di George Colman “Blue devils, a farce in one act” (1798).
In seguito, nel
nel XIX secolo la stessa frase fu usata gergalmente per indicare tanto il delirium tremens quanto la polizia.

La prima occorrenza documentata di questo vocabolo in ambito musicale risale al 1912 quando a Memphis Tennessee, W.C. Handy pubblicó “Memphis Blues” (ma si suppone che l’uso sia più antico). Nei testi delle canzoni, la frase si riferisce generalmente a uno stato d’animo melanconico.

Blues

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